Una policy NIS2, un piano di risposta agli incidenti, un registro DORA e una SBOM non descrivono gli stessi oggetti e non seguono lo stesso iter di approvazione. Lipsie traduce questi corpus mantenendo allineati enti, sistemi, servizi TIC, fornitori, prodotti, componenti, versioni, vulnerabilità, misure di sicurezza, aggiornamenti correttivi e scadenze. Le incongruenze presenti nei documenti di partenza vengono segnalate al responsabile del contenuto, senza modificare la classificazione del rischio o le decisioni già approvate dall’organizzazione o dal fabbricante.
NIS2 e governance della sicurezza informatica : policy, procedure, ruoli, registri dei rischi ed evidenze documentali per audit e conformità
Gestione degli incidenti e continuità operativa : incident response plan, playbook, BCP, disaster recovery plan, schede operative e comunicazioni di crisi
DORA e Cyber Resilience Act : registri informativi, contratti ed exit strategy per fornitori ICT, SBOM, avvisi di vulnerabilità e documentazione tecnica di prodotto
Uno stesso soggetto, sistema, servizio TIC, fornitore, funzione essenziale o importante, prodotto con elementi digitali o vulnerabilità può comparire in file redatti e approvati da funzioni diverse. Nei documenti NIS2 sono associati a responsabilità e misure di gestione del rischio; nei piani di risposta e ripristino a soglie di attivazione, dipendenze e priorità; nei registri DORA ai servizi TIC e alle funzioni supportate; nei documenti CRA a componenti, versioni interessate, vulnerabilità e aggiornamenti di sicurezza.
Per ogni riferimento, Lipsie confronta denominazione approvata, identificativo, responsabile, versione, data di applicazione e fonte. La verifica comprende acronimi, ruoli, sistemi, fornitori terzi di servizi TIC, livelli di gravità, obiettivi di ripristino, prodotti, componenti, identificativi delle vulnerabilità, versioni corrette, scadenze, contatti e rinvii interni. Eventuali discrepanze nei file sorgente vengono registrate e sottoposte al responsabile competente: non sono risolte unilateralmente durante la traduzione e non comportano modifiche alla valutazione del rischio o alle decisioni di conformità.
Rientrano in questa categoria quattro insiemi documentali : governance e adempimenti NIS2, risposta agli incidenti e ripristino operativo, gestione dei fornitori terzi di servizi TIC prevista da DORA, sicurezza dei prodotti con elementi digitali disciplinata dal Cyber Resilience Act. Ogni insieme ha destinatari, dati di riferimento e responsabilità propri. Per questo policy, procedure, registri, piani e avvisi devono restare associati all’entità, al sistema, al fornitore, al responsabile e alla versione di prodotto indicati nei documenti approvati.
Il controllo parte da una matrice che identifica, per ciascun documento, entità interessata, sistema o servizio TIC, fornitore, prodotto, versione, lingua, referente e data di entrata in vigore. Policy e registri NIS2, piani di risposta agli incidenti e di ripristino, documenti DORA sui fornitori terzi TIC, SBOM e avvisi di vulnerabilità CRA seguono così percorsi distinti. Per ogni file risultano immediatamente riconoscibili la versione vigente, la funzione che ne risponde e le persone autorizzate ad approvarlo.
Quando arriva un aggiornamento, Lipsie lo confronta con la fonte già approvata, le traduzioni in uso, il glossario e le scelte terminologiche registrate. Il confronto evidenzia modifiche a denominazioni, sistemi, servizi TIC, fornitori, livelli di incidente, RTO e RPO, prodotti, componenti, vulnerabilità, versioni interessate, aggiornamenti di sicurezza, date e rinvii interni. Le discrepanze vengono inviate alla funzione che può risolverle — cybersecurity, continuità operativa, gestione dei fornitori, sicurezza di prodotto, legale o compliance — prima di consolidare la nuova versione multilingue.
La documentazione cyber trasversale comprende materiali di awareness e formazione, comunicazioni al personale, policy sull’uso delle risorse informatiche, matrici di responsabilità, dashboard, verbali dei comitati e istruzioni operative interne. Sono inclusi anche rapporti di audit, checklist e questionari di sicurezza che non riguardano esclusivamente la gestione dei fornitori terzi di servizi TIC prevista da DORA.
La traduzione mantiene uniformi i termini con cui l’organizzazione identifica entità, funzioni aziendali, applicazioni, asset, categorie di incidente, livelli di gravità, misure di sicurezza, canali di segnalazione e azioni richieste. Se un documento richiama una policy NIS2, un piano di risposta o ripristino, un registro DORA o informazioni di prodotto soggette al CRA, viene collegato al relativo corpus per utilizzare le stesse denominazioni, versioni approvate, responsabilità e date di applicazione.
Il quadro NIS2, il piano di risposta agli incidenti o le regole di gestione dei fornitori TIC possono essere definiti dalla capogruppo, ma la loro applicazione dipende dal contesto locale. Responsabili, applicazioni, fornitori, funzioni supportate, soglie di escalation, recapiti e tempi di intervento possono cambiare per società, stabilimento o Paese. Lipsie separa le disposizioni comuni dai dati variabili e identifica il perimetro di ciascuna versione, evitando che il documento tradotto richiami sistemi, fornitori o canali di allerta appartenenti a un’altra entità.
Prima di abilitare integratori, manutentori, consulenti o altri fornitori esterni, occorre rendere disponibili nella loro lingua le regole che definiscono sistemi accessibili, autorizzazioni concesse, modalità di autenticazione, durata dell’accesso, tracciamento delle attività, limiti al trasferimento dei dati, contatti per l’escalation e procedura di revoca. Lipsie traduce procedure di accesso per terze parti, istruzioni VPN e PAM, moduli di abilitazione, protocolli di telemanutenzione, policy informatiche, checklist di onboarding e offboarding e procedure di segnalazione. Applicazioni, profili di accesso, URL, comandi, finestre operative, recapiti e tempi previsti vengono riportati senza discostarsi dalle versioni approvate.
La terminologia va definita confrontando testi normativi applicabili, standard di sicurezza delle informazioni e lessico già adottato dall’organizzazione. Lipsie verifica le denominazioni di entità, asset, incidenti, funzioni essenziali o importanti, servizi e fornitori terzi TIC, prodotti con elementi digitali, componenti software, vulnerabilità, misure di sicurezza e piani di trattamento del rischio. I termini approvati vengono utilizzati in modo uniforme nelle policy NIS2, nei registri e contratti DORA, nei piani di risposta e ripristino, nelle SBOM e nella documentazione di prodotto prevista dal CRA. La verifica linguistica non stabilisce quale disciplina sia applicabile, non assegna livelli di criticità e non sostituisce una valutazione legale, normativa o tecnica della documentazione.