Manuali, SDS e documentazione REACH/CLP, etichette alimentari UE e testi per brevetti e proprietà intellettuale: quando un termine, un numero o un’avvertenza “fanno giurisprudenza” sul prodotto, la traduzione non è un esercizio linguistico ma un controllo di coerenza, requisiti e responsabilità. Lavoriamo con metodo, gestione versioni e revisione specialistica, includendo quando serve flussi dedicati a riservatezza (senza piattaforme online/IA).
➤ Manuali e documenti tecnici senza ambiguità operative
➤ SDS multilingue con coerenza tra versioni, prodotti e mercati
➤ Etichette alimentari UE: ingredienti, allergeni, claim e legibilità
➤ Brevetti e IP: riservatezza reale e terminologia “da deposito”
➤ Traduttori tecnici + revisione: numeri, unità, avvertenze, norme
➤ Gestione SDS come processo (non come singolo file): ruoli, priorità, versioning
➤ Controlli mirati REACH/CLP e supporto a PCN/UFI quando richiesto
➤ Opzione “no-AI / no tool online” per brevetti e contenuti confidenziali
➤ Testi tecnici verificabili: coerenza interna e tracciabilità delle scelte
➤ Documenti regolatori più stabili: meno rework, meno attriti in audit e QA
➤ Etichette più “sicure”: meno rischi su allergeni, claim e informazioni obbligatorie
➤ IP protetta: flusso controllato e consegne pronte per deposito/review
Una traduzione tecnica non fallisce su un “termine sbagliato”: fallisce quando crea un dubbio operativo. Per questo lavoriamo come se il testo dovesse essere usato domani in linea, in manutenzione o in collaudo: controlliamo coerenza tra istruzioni e figure, unità di misura, riferimenti incrociati, coppie verbo-azione (“serrare”, “tarare”, “isolare”), avvertenze e condizioni d’uso.
Il nostro approccio non è “parola per parola”, ma “funzione per funzione”: la stessa informazione deve rimanere stabile tra versioni, appendici e documenti collegati (manuale, scheda prodotto, dichiarazioni, procedure QA). Questo riduce rework, domande di chiarimento e rilasci correttivi: una traduzione tecnica che non genera rumore, ma decisioni.
La scheda dati di sicurezza è un documento “vivo”: cambia con formule, fornitori, classificazioni, scenari d’esposizione e mercati. Inoltre, l’Allegato II REACH è stato aggiornato dal Reg. (UE) 2020/878, che impatta struttura e contenuti della SDS.
Noi trattiamo le SDS come un flusso: gestione versioni, allineamento tra sezioni, coerenza della terminologia di pericolo e delle frasi H/P secondo CLP, e controlli mirati quando entra in gioco l’ecosistema PCN/UFI. Il CLP (Reg. (CE) 1272/2008) definisce criteri e requisiti per classificazione ed etichettatura.
Tradurre un’etichetta non significa “rendere il testo”: significa proteggere informazioni obbligatorie, allergeni e indicazioni che il consumatore usa per scegliere. Il Reg. (UE) 1169/2011 disciplina le informazioni sugli alimenti e la loro presentazione: qui la lingua è parte della conformità.
E poi ci sono i claim: nutrizionali e salutistici non sono sinonimi “creativi”, ma formule regolamentate (Reg. (CE) 1924/2006). Per questo lavoriamo con controlli “da packaging”: coerenza tra ingredienti e QUID, evidenza allergeni, unità e valori, claim compatibili con il messaggio, e stabilità tra fronte pack, retro, schede prodotto e sito.
Nei brevetti la traduzione non è “stile”: è perimetro. Una scelta lessicale può restringere o allargare una rivendicazione, creare ambiguità tra descrizione e claim, o complicare la fase di validazione. E le esigenze di traduzione cambiano anche dopo la concessione: l’EPO riassume requisiti nazionali e obblighi di traduzione per la convalida nei diversi Stati.
Per questo proponiamo un flusso dedicato IP: NDA su richiesta, accessi controllati, consegne e versioning tracciabili. E, quando la confidenzialità è critica, offriamo l’opzione “no-AI / no tool online”: niente piattaforme pubbliche, niente inserimento in strumenti che possono generare esposizione del contenuto. La traduzione resta in un perimetro professionale chiuso, pensato per tutelare il valore dell’invenzione.